
Sveglia, primo piede per terra, secondo, alzo tapparella…
SOLE!!!
I primi minuti da automa appena sveglio vengono rapidamente sostituiti dalla foga di prepararmi, di godermi questa ennesima gita in compagnia dei miei amici biker prima di andare in letargo per alcuni we (ma forse ci saranno sorprese).
Accendo la mukkona, questa mattina canta meglio del solito, forse sa già cosa l’aspetta, prima, seconda e via verso il luogo dell’appuntamento. Sono quasi arrivato ma al primo cartello Flaminia, nebbione… Tirando giù qualche imprecazione, mi vien da ridere pensando che gran manico sono: in mezz’ora sono arrivato nella bassa padana.
Rampa della salaria, supero il solito automobilista dormiente ed eccomi all’appuntamento, c’è solo Aldo con… la moto aperta “il cavo che nn cava, il contatto che nn contatta”… CAMBIATELA!!!
Alla spicciolata arrivano tutti gli altri: Daunio e Z-Lex, Masnik ci raggiunge al bar. Quattro chiacchiere e finalmente si parte, la nebbia quasi sparita, ma… è sparito anche Z-Lex, si era fermato a fare benzina.
Il sole prende sempre più il sopravento, la temperatura si alza, le curve si asciugano, ma nn quelle all’ombra, si passa dall’asciutto più estivo alle patine più saponate e siamo sulla Ternana (SS 313).
Arriviamo alle cascate delle Marmore, ovviamente passando per il paesino di Aldo, Papigno e ci incontriamo con una coppia di amici dell’LC8 (Gianluca e Laura), aperitivo e via verso la spettacolare e adrenalinica Valnerina, asciutta, un pò trafficata per essere domenica ma si sà, alla prima bella giornata di sole dopo tante di tempo incerto, la gente esce, come escono gli uomini in divisa, ma degli automobilisti ci avvisano per tempo e quindi arriviamo giusto in tempo per vedere un monsterino con il doppio scarico Zard senza DB-Killer essere fermato e probabilmente trombato, considerazione: ma si può uscire la domenica, andare in Valnerina con quei tromboni senza DB?
Arriviamo a Borgo Cerreto e prendiamo la SS 319, bella strada curvosa che dalla Valnerina porta all’altrettanto bella SS 77, una decina di chilometri, superiamo Sellano e alla prima a destra svoltiamo per una piccola stradina che porta alla piccola e riparata valle dove troveremo il nostro rifugio gastronomico del Lochness; prima di arrivare ci fermiamo ad ammirare lo spledido laghetto circondato da boschi dove ci rilassiamo e ci facciamo delle belle foto, nn tanto per le nostre belle facce, ma per lo spettacolo che quel piccolo anfratto di natura incontaminata: la civiltà stà a qualche decina di metri più sù, quasi un inferno-paradiso al contrario, nn si sentono i rumori, ma solo la musicalità rilassante e benefica della natura.
La fame si fà sentire e memori delle lecornie assaggiate l’ultima volta, riponiamo le nostre armi fotografiche, accendiamo i nostri destrieri, gli elmi in mano e galoppiamo leggeri verso il nostro cibo.
Il posto è incantevole come è più della prima volta che ci sono stato, in fondo una casetta di legno stile Canada, davanti il laghetto artificiale per la pesca sportiva, ad un lato il fiumiciattolo che va ad alimentare il lago dove ci eravamo fermati prima, dall’altro il bellissimo vecchio mulino in pietra ristrutturato anche grazie ai fondi del terremoto umbro-marchigiano, dove è situato il ristorante del nostro banchetto eno-gastronomico-motoristico.
E’ tutto in pietra, sia dentro che fuori, l’arredo è molto medio evo, tipico di quei posti, si beve e si mangia in piatti di terracotta ed ai nostri piedi un vetro dove si vede l’acqua cristallina del fiume che scorre per compiere l’ormai perduta funzione di spingere le pale del mulino. La tavola è già preparata, la cortesia è quella di sempre e le cibarie spettacolari: antipasto con salumi del luogo, due crostini di diversi sapori, per Zlex e me tre causa scippo al distratto Daunio , frittata al tartufo. due primi, il primo pasta lunga a base di tartufo ed il secondo con pachino e gamberi di fiume secondo un’immensa tagliata alla rughetta e parmigiano e poi dolci e caffè.
Satolli e felici usciamo da lì per sigarette e chiacciere, chiacchiere che subito convergono nel viaggio per l’Islanda visto che un’altro amico dell’LC8, Gianluca (Jeannot), ci è già stato e ci dà delle varianti su come andare e sulle problematiche del luogo.
La voglia di curve si rifà viva, scaldiamo i nostri destrieri e si riparte: ritorniamo verso la Valnerina e poi ci avventuriamo in strade che tagliano i monti umbri, da Ponte fino a Monteleone di Spoleto, poi Leonessa, Rieti, Salaria.
Che splendida giornata, anche senza strade pulite, anche se per lunghi tratti ho guidato contratto come un’infiammazione al nervo sciatico, è stata una giornata da ricordare, grazie all’allegra compagnia dei mei amici di Motoexplorer, alle belle strade e ai ragazzi dell’LC8
Triple Lampsss
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