Auguri di Natale

•24 Dicembre 2008 • Lascia un Commento

Come porger gli auguri

agli amici voi tutti??

 

Potrei tentare in musica,

offrire dolci note,

un canto in fa diesis,

ma in questo non ho dote.

 

Così parole adopero

che sgorgano dal cuore

ed un Natale auguro

di gioia e di calore;

 

e con la neve soffice

dal cielo pioveranno

prosperità e letizia

per tutto il Nuovo Anno.

 

Non sono parole mie ma semplicemente copiata dalla più bella mail di auguri di Natale ricevuta.

Ma nel Pianeta 3 ci sono i marziani???

•12 Novembre 2008 • Lascia un Commento

Sottotitolo: Le disavventure di un umano alle prese con la logica del Pianeta 3 ed i suoi abitanti

(mail inviata al servizio Clienti di Tre)

Salve,
vorrei cortesemente sapere come funziona il “pianeta 3″ perché sinceramente non lo capisco…

Un mese fa ho preso la decisione (ad oggi malaugurata) di cambiare cellulare e fornitore dei servizi telefonici e di passare a 3.

Inizio a cercare tramite il vostro portale quali sono i negozi ufficiali più vicini alla mia abitazione e ne trovo due: uno in Via di Acilia a Roma ed un altro ad Ostia, il mio obiettivo era quello di prendere in comodato d’uso l’HTC, un abbonamento e fare il Number Portability da TIM a voi.

Nel primo negozio noto la pochezza dei prodotti ovviamente compreso l’HTC ma almeno la cortesia, la gentilezza e le informazioni che ricevo mi fanno ben sperare, purtroppo dell’arrivo dell’HTC non si sa la data e del Nokia N96? nemmeno, mi faranno sapere loro.

Intanto vado al negozio di Ostia e levando la pochezza dei prodotti la situazione è identica: cortesia, gentilezza ed info ma dell’HTC e del Nokia non si sa nulla… stesso ritornello la chiamiamo noi appena arriva.

Nel frattempo provo a connettermi al portale e trovo un indirizzo mail a cui chiedere info prima di acquistare un prodotto, mi è solo arrivata una risposta, penso automatica, che mi diceva che sarei stato contattato da un incaricato, non lo mai sentito…

Infine trovo un terzo negozio in via W. Ferrari che ha, sia l’HTC, sia il Nokia ma ovviamente per compensare, gentilezza e info rasente allo zero.

Con grande fatica spiego quello che mi interessava, ed il giorno dopo porto i documenti che servivano: carta d’identita e numero di partita IVA.

E qui inizia l’odissea:

primo giorno:
la mitica applicazione di People Soft si blocca come la mia pratica,
devo ritornare il giorno dopo per vedere se si è risolto il problema

secondo giorno:
è ancora bloccata ma proviamo a reinserire la pratica: “Il nominativo non è solvente” o qualche cosa del genere, levando il fatto della figura barbina che mi avete fatto fare davanti al non amato negoziante, mi propone di passare la pratica per fax

passa il week end

terzo giorno:
mi chiama il negoziante e mi dice che è tutto a posto e posso ritirare il telefono ed il contratto

quarto giorno:
chiamo il negoziante e le dico che ancora non posso telefonare e mi risponde di attendere qualche giorno e che mi arriverà un messaggio (ma non potevano dirmelo prima???)

quinto, sesto giorno:
provo a telefonare ad un amico e come al solito vengo dirottato al 133 ma questa volta decido di parlare direttamente con un operatore speranzoso che mi dia qualche notizia, risultato? al call center non risultava nessuna mia pratica e che dovevo andare dal negoziante per richiedere di inviare la pratica al che le faccio notare che ho il telefono 3, il contratto firmato e che posso chiamare sono il 133, risposta? E’ impossibile, ritorni al negozio e faccia reinserire la pratica…

Inizio a pensare in che mani mi sto mettendo!!!

settimo giorno:
vado dal negoziante sforzandomi di rimanere lucido e paziente e comunico la cosa, risultato aprono un ticket

ottavo giorno:
telefono al negozio e mi dicono che l’assistenza ha provato a telefonarmi ma non ho mai risposto, chiedo a quale numero mi hanno chiamato, mi risponde un po’ timorosa :” al suo nuovo numero 3″ ma, aggiunge:” ho provveduto ad aprire un nuovo ticket”

MA stiamo scherzando!!!

Ma è questo il modo di prendere per i fondelli i nuovi, anzi i probabili (poco) clienti???

Nel frattempo mi telefona la TIM proponendomi una vantaggiosissima contro offerta: mi pagavano le penali del telefonino in modo da tenermelo, le penali alla rinuncia del contratto 3, telefonate gratis come gratis la tassa governativa, costo di chiamate + economiche, senza scatto alla risposta e conteggiate al secondo

Tralasciando il fatto che mi sembra veramente ridicolo che la TIM sia stata più veloce a farmi una contro offerta che voi a farmi fare una semplice telefonata ad un amico, vi domando ma

se non accetto la loro proposta sono un masochista o più semplicemente un imbecille???????????????????

Los Pirineos: diario di bordo II° giorno

•20 Luglio 2008 • Lascia un Commento

Finalmente il giorno dedicato ai Pirenei è arrivato.

L’aria è fresca, umida è appena piovuto, meglio, viaggerò con il fresco.

Carico la moto, casco, partenza e… sbammm, per terra: piede sotto il cilindro sinistro della mia muccona ed io che mi do del OO perchè non mi sono ricordato del bloccadisco… senza parole!!!

Tirata su la moto, sentivo l’interno del piede gonfiarsi, camminavo con dolore ma sapevo benissimo che se avessi levato lo stivale per controllare non sarei più riuscito a rimetterlo e senza calcolare che se si fosse fratturato, addio beneamato e impazientemente sospirato giro dei Pirenei in solitaria, quindi parto: se il dolore fosse diventato impossibile mi sarei fermato e avrei trovato una soluzione.

La splendida giornata è cambiata, nero in volto parto direzione Puigcerdà, anonima cittadina a ridosso del confine francese ma appena passo quello che fù la frontiera, si presenta il paese dirimpettaio: Bourg-Madame. Piccolo ma ben tenuto, case di pietra con tetti spioventi e balconi pieni di coloratissimi fiori, lo stile è quello dei bei paesi di montagna della… Baviera.

Proseguo per l’entrata nord di Andorra: la strada è umida, la segnaletica perfetta come anche l’asfalto, come in tutti i posti francesi che sono stato.

La strada inizia ad asciugarsi ed io a prendere il ritmo, il dolore dell piede riesco a tenerlo sotto controllo o, meglio, a non pensarci e l’umore, rovinato dalla caduta di qualche ora prima, migliora aiutato anche dal paesaggio via via più rigoglioso e “curvoso”. 

Bivio: entrambe le strade portano alla frontiera andorrana, dritto per una galleria, a sinistra per un passo di montagna che promette molto bene, ovviamente svolto a sinistra ed inizia lo spettacolo: curva dopo curva la strada si arrampica sul costone di roccia: a sinistra la valle verde e rigogliosa, a destra la montagna e davanti a me curve e contro curve, un mistro stretto pieno di rider con le dita a V e, probabilmente, lo stesso sorriso inebetito celato sotto il casco.

Il primo tratto di strada dopo la frontiera è come mi aspetto, niente di che ma sono prevenuto, senza contare i centri commerciali e i benzinai, ne avrò contati una trentina, è bella: tutti i paeselli sono messi nelle strette vallate tra montagne appuntite e strade perfette, spesso larghe ed anche lì… sempre in piega e come nn farlo, non esistono 100mt dritti, curve di tutti i tipi e rider da tutte le parti, insomma il vero ed unico paese dei balocchi per gli amanti delle due ruote.

Rientro in Spagna per prendere la Nacional 260 quella che credevo essere una strada totalmente disegnata per andare in moto… lo è, ma solo in parte: tratti noiosi alternati da tratti spettacolari, sono passato da valichi a 2400mt a piane dritte, da 11° a 38° per poi immergermi in mezzo alle nuvole con visibilità rasente allo zero e freddo intenso che mi ha fatto apprezzare di più lo spettacolo che mi stava aspettando.

Uscito dalla galleria di Vielha, sgrano gli occhi, due costoni di roccia ricoperti di vegetazione verde smeraldo che si incuneavano in un lago azzurro, cristallino, il tutto “condito” da una temperatura finalmente umana ed un asfalto nero pece… che goduria!!!

Da lì un susseguirsi di strade che mi hanno ricordato, prima la Valnerina con tanto di ruscello al lato della strada e poi le gole del Furlo con un misto stretto circondato da costoni di roccia altissime che mi hanno portato alla destinazione del secondo giorno: Broto

Che giornata, che strade, che spettacolo, oggi 389km di puro godimento!!!

Il percorso del giorno
Dove dormire:
El Mirador
Tel. 0034974486177
mail alvaroinc@hotmail.com
voto: il peggiore incontrato

Il Borgo risorto

•4 Giugno 2008 • Lascia un Commento

“Qualcuno dice che la vita nasce tra le nuvole; 

altri pensano che tra le nuvole siano nascosti i nostri sogni, i desideri dimenticati.

Magari si può perdere la testa tra le nuvole se non basta la realtà.

Ma da qualche anno, una curiosa, eterogenea, avventurosa banda di sognatori s’è arrampicata tra le nuvole alle pendici del monte Nuria tra boschi secolari di castagni tra ruderi abbandonati di un paese antico.

Rocca di Fondi.

Affascinati dal paesaggio, sedotti dal silenzio e dalla purezza dell’aria, incantati dalla spontaneità dei paesani.

Un paese è rinato tra le nuvole:

sono tornati i suoni

i colori

gli odori

i sapori

tra le vecchie case oggi risorte.”

 Questo è quello che ho letto nel sito di Rocca di Fondi quando Aldo ci ha proposto di andarlo a vedere… ne sono rimasto incantato e dovevo vedere con i miei cinque sensi se realmente esisteva un paese di altri tempi alle porte di Roma, un paese morto per la fame e risolto grazie a dei sognatori.

 Ovviamente il tutto in moto e camera fotografica.

 Per arrivarci esiste solo una strada che s’inerpica da un’ anonima stradina di Antrodoco, stretta e, inizialmente ben asfaltata, via via si trasforma in un misto di asfalto e strada bianca. Dopo pochi km, qualche indicazione chiesta e un senso vietato, ma tollerato da quanto ci dicono gli abitanti del luogo, arriviamo in un piccolo parcheggio, fermiamo le nostre moto e… una bella vista ci si presenta davanti ai nostri occhi, un’ampia vallata completamente verde incorniciata tra il monte Nuria e il Terminillo, l’aria e fresca e lo stacco tra il rumore delle nostre marmitte e la musica della natura è davvero notevole.

 Ma siamo biker e ritorniamo subito in noi perculando e fotografando lo spogliarello del nostro amico PeterPan che insieme a Brubo, Z-Lex, Càstoro sono i miei compagni di viaggi di questa che sembra essere una splendida e spensierata giornata.

 Alcuni abitanti di Rocca subito si avvicinano cordiali e s’inizia a chiacchierare sulla storia e le origini della rinascita del paese, ancora nn abbiamo visto nulla, ma la storia sembra interessante.

 Iniziamo subito a girare per le strette stradine del paese in parte diroccato e in parte in ristrutturazione, dove posso ammirare cosa si può fare con tanta buona volontà e un po’ di soldi. Le case già ristrutturate sono molto ben fatte completamente in pietra chiara, porte, finestre e scale di legno scuro, ogn’una possiede al lato della porta d’ingresso una tavola di legno dipinta con il nome del proprietario e a cornice di tutto questo fiori, principalmente gerani rossi, gialli ma anche altri fiori di un bel colore purpureo.

 Mi perdo una parte del gruppo e rimango con Bruno e Roberto; fotografando e chiacchierando conosciamo due persone che credevamo del posto ma in realtà romani come quasi tutta questa comunità. Uno di loro si chiama Carlo, persona subito di primo impatto cordiale e simpatico, incuriosito mi faccio spiegare come si fa a prendere uno di questi ruderi e risistemarli… la mente inizia a sognare.

 Mi fa vedere una casa ancora in piedi con davanti un giardino incolto e una spettacolare vista sulla vallata, ci ammutoliamo e quello che sembra silenzio si trasforma in musica, quel genere di musica che solo la natura può creare… e la mente continua a sognare, ma questo, forse, sarà un altro discorso.

 Nel ritornare alla piazzetta del paese incontriamo l’altra persona che ci invita a bere del vino bianco di sua produzione, a casa sua; lì conosciamo la moglie e scopriamo che sono stati dei motociclisti, quelli veri, con il loro Guzzi California si sono fatti un mese girando per il Marocco, da applauso.

 La visita a Rocca di Fondi si sta per concludere, il MotoGp del Mugello ci aspetta, ritroviamo l’altra parte della brigata che si era fermata a casa di un artista, quello dei legni dipinti al lato delle porte, e anche lì, chiacchiere, vino e visita della casa.

 Il paese è da visitare, l’accoglienza delle persone è fantastica, la vista anche e probabilmente si mangia anche bene al ristorante “dalla Padella alla Brace” che purtroppo nn abbiamo provato, ma nn mancherà occasione visto che sicuramente ci tornerò.

 Triple Lampsss

Le foto della giornata

Il link di Rocca di Fondi

Una splendida giornata

•5 Marzo 2008 • Lascia un Commento

 

Sveglia, primo piede per terra, secondo, alzo tapparella…

SOLE!!!

I primi minuti da automa appena sveglio vengono rapidamente sostituiti dalla foga di prepararmi, di godermi questa ennesima gita in compagnia dei miei amici biker prima di andare in letargo per alcuni we (ma forse ci saranno sorprese).

Accendo la mukkona, questa mattina canta meglio del solito, forse sa già cosa l’aspetta, prima, seconda e via verso il luogo dell’appuntamento. Sono quasi arrivato ma al primo cartello Flaminia, nebbione… Tirando giù qualche imprecazione, mi vien da ridere pensando che gran manico sono: in mezz’ora sono arrivato nella bassa padana.

Rampa della salaria, supero il solito automobilista dormiente ed eccomi all’appuntamento, c’è solo Aldo con… la moto aperta “il cavo che nn cava, il contatto che nn contatta”… CAMBIATELA!!!

Alla spicciolata arrivano tutti gli altri: Daunio e Z-Lex, Masnik ci raggiunge al bar. Quattro chiacchiere e finalmente si parte, la nebbia quasi sparita, ma… è sparito anche Z-Lex, si era fermato a fare benzina.

Il sole prende sempre più il sopravento, la temperatura si alza, le curve si asciugano, ma nn quelle all’ombra, si passa dall’asciutto più estivo alle patine più saponate e siamo sulla Ternana (SS 313).

Arriviamo alle cascate delle Marmore, ovviamente passando per il paesino di Aldo, Papigno e ci incontriamo con una coppia di amici dell’LC8 (Gianluca e Laura), aperitivo e via verso la spettacolare e adrenalinica Valnerina, asciutta, un pò trafficata per essere domenica ma si sà, alla prima bella giornata di sole dopo tante di tempo incerto, la gente esce, come escono gli uomini in divisa, ma degli automobilisti ci avvisano per tempo e quindi arriviamo giusto in tempo per vedere un monsterino con il doppio scarico Zard senza DB-Killer essere fermato e probabilmente trombato, considerazione: ma si può uscire la domenica, andare in Valnerina con quei tromboni senza DB?

Arriviamo a Borgo Cerreto e prendiamo la SS 319, bella strada curvosa che dalla Valnerina porta all’altrettanto bella SS 77, una decina di chilometri, superiamo Sellano e alla prima a destra svoltiamo per una piccola stradina che porta alla piccola e riparata valle dove troveremo il nostro rifugio gastronomico del Lochness; prima di arrivare ci fermiamo ad ammirare lo spledido laghetto circondato da boschi dove ci rilassiamo e ci facciamo delle belle foto, nn tanto per le nostre belle facce, ma per lo spettacolo che quel piccolo anfratto di natura incontaminata: la civiltà stà a qualche decina di metri più sù, quasi un inferno-paradiso al contrario, nn si sentono i rumori, ma solo la musicalità rilassante e benefica della natura.

La fame si fà sentire e memori delle lecornie assaggiate l’ultima volta, riponiamo le nostre armi fotografiche, accendiamo i nostri destrieri, gli elmi in mano e galoppiamo leggeri verso il nostro cibo.

Il posto è incantevole come è più della prima volta che ci sono stato, in fondo una casetta di legno stile Canada, davanti il laghetto artificiale per la pesca sportiva, ad un lato il fiumiciattolo che va ad alimentare il lago dove ci eravamo fermati prima, dall’altro il bellissimo vecchio mulino in pietra ristrutturato anche grazie ai fondi del terremoto umbro-marchigiano, dove è situato il ristorante del nostro banchetto eno-gastronomico-motoristico.

E’ tutto in pietra, sia dentro che fuori, l’arredo è molto medio evo, tipico di quei posti, si beve e si mangia in piatti di terracotta ed ai nostri piedi un vetro dove si vede l’acqua cristallina del fiume che scorre per compiere l’ormai perduta funzione di spingere le pale del mulino. La tavola è già preparata, la cortesia è quella di sempre e le cibarie spettacolari: antipasto con salumi del luogo, due crostini di diversi sapori, per Zlex e me tre causa scippo al distratto Daunio , frittata al tartufo. due primi, il primo pasta lunga a base di tartufo ed il secondo con pachino e gamberi di fiume secondo un’immensa tagliata alla rughetta e parmigiano e poi dolci e caffè.

Satolli e felici usciamo da lì per sigarette e chiacciere, chiacchiere che subito convergono nel viaggio per l’Islanda visto che un’altro amico dell’LC8, Gianluca (Jeannot), ci è già stato e ci dà delle varianti su come andare e sulle problematiche del luogo.

La voglia di curve si rifà viva, scaldiamo i nostri destrieri e si riparte: ritorniamo verso la Valnerina e poi ci avventuriamo in strade che tagliano i monti umbri, da Ponte fino a Monteleone di Spoleto, poi Leonessa, Rieti, Salaria.

Che splendida giornata, anche senza strade pulite, anche se per lunghi tratti ho guidato contratto come un’infiammazione al nervo sciatico, è stata una giornata da ricordare, grazie all’allegra compagnia dei mei amici di Motoexplorer, alle belle strade e ai ragazzi dell’LC8

Triple Lampsss

Con il vento in poppa

•22 Febbraio 2008 • Lascia un Commento

La moto, la pista, le uscite con gli amici, le curve e i… viaggi

Ecco, quest’ultima è quella che più mi dà godimento: la preparazione, la notte prima della partenza, la partenza stessa e poi… macinare chilometri, in solitaria dentro il mio casco con il mondo che mi scorre intorno, posti visti solo in foto grazie alla nostra società veloce che ti sovraccarica di informazioni che rende tutto già visto, senza emozioni, senza godimenti ed invece lì, a cavallo del mio destriero è tutto nuovo, tutto mai visto, tutto emozionante e con la colonna sonora creata per me dalla musica del motore che si unisce a quello del vento che accarezza il mio casco…

e poi fermarsi, conoscere persone anni luce lontani dal mio essere occidentale, dal mio pensiero, dalle mie modalità per poterle conoscere ridere, scherzare con loro, farmi raccontare storie, le loro storie di vita vissuta come mio nonno faceva con me.

Ascoltavo, ridevo, ricevevo emozioni, alcune volte allegre altre un pò meno, ma pur sempre emozioni, emozioni infinite…

Viaggiare con il mezzo che più libertà di da è emozionante e le emozioni nn sono per caso il sale della vita?

Potrebbe essere un’ottima idea

•26 Ottobre 2007 • Lascia un Commento
Quelle rare volte che prendo le quattro ruote per andare al lavoro, mi diverto ad ascoltare una trasmissione radiofonica, quella condotta da Fabio Volo.

Tra le varie cose semiserie, ha letto queste parole di Woody Allen che mi hanno fatto ridere, prima, ma dopo mi hanno fatto pensare, con la mentalità  di un essere umano sempre insoddisfatto, che sarebbe perfetto: vivere la vita al contrario… semplicemente spettacolare!!!

 Ecco il testo:

 

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.

 Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio.

Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.

Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.

Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.

Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

L’arte che emoziona

•12 Settembre 2007 • Lascia un Commento

Sarà per le mie radici,
sarà per la loro bravura,
sarà per la forza, passione, potenza che trasmette questa musica… sarà per questo che ho deciso di allietarvi con queste note.

Accendete le casse, fate silenzio intorno a voi, rilassatevi e godete…

Un cigno nella Roma Imperiale

•9 Settembre 2007 • Lascia un Commento

“Ho due biglietti per un balletto alle Terme di Caracalla…”, un balletto? Un teatro, un concerto si, ma proprio un balletto… “Va bene, quando ci andiamo?”

 Meravigliati dal cambio repentino di idea? Anche io, ma un balletto nel bel mezzo della più bella zona archeologica di Roma si deve vedere.

 Anche se mi fa pensare che nn più di una decina di anni fa nn avrei mai accettato di andarci, perché? Nn saprei dire, come nn saprei dire perché sempre una decina di anni fa nn avrei mai bevuto vino, ma solo della freschissima birra, rossa, nera, cuvè, Du Demon, Septam’5, Leffe… bè adesso bevo solo vino, rosso.

 Alla fine è stata una splendida serata, e mi sono ricreduto sul balletto, o almeno su “Lago dei Cigni” organizzato dall’ Opera di Roma.

3 COMUNICA

•5 Settembre 2007 • Lascia un Commento
Ieri al lavoro sento lo squillo di un sms: “Se desideri puoi sostenere i candidati alla segreteria del Partito Democratico con un SMS al 4xxxx indicando il cognome del candidato seguito da 1, 2 o 5 euro”.
 
Vado nel sito del PD e leggo: “Il codice per una buona politica dovrebbe essere costruito intorno ad alcuni principi fondamentali, non molti ma estremamente qualificanti e rigorosi (n.d.r. ???), e dovrebbe uscire come una sorta di piattaforma comportamentale prodotta dal Comitato dei 45″.
 
Domanda:
Ma questa fenomenale pensata è di uno dei 45?
 
Prima ci obbligate a pagare più tasse con la solita tiritera del bisogna tirare su il paese e ogni uno deve fare la sua parte (solo noi?) nonostante il famoso tesoretto, poi… ci elemosinate altri denari, con questa ridicola forma di pubblicità.
 
BASTA chiederci soldi, VOI siete un lusso che nn ci possiamo più permettere, siete troppi, costate troppo per quello che fate e nn pagate nulla (vedi lo scandalo sulle vendite delle case degli Enti ai politici).
 
Se tutto questo nn vi sta più bene, ricordatevi il V8 che si terrà l’8 settembre.